Bilbao, in particolar modo grazie al suo Museo Guggenheim, ha trovato un eccellente equilibrio fra passato e presente per presentarsi al resto del mondo
Bilbao, in particolar modo grazie al suo Museo Guggenheim, ha trovato un eccellente equilibrio fra passato e presente per presentarsi al resto del mondo. Una città piccola, facilmente percorribile a piedi, attraversata dal fiume Nervión che idealmente sembra proprio separare il casco viejo (la zona antica) dalla parte più moderna.
Probabilmente non a caso proprio le sponde del fiume sono state scelte per accogliere nel 1997 il Museo Guggenheim, un vero e proprio gioiello architettonico la cui ricchezza culturale proposta è stata capace di dare nuova vita alla città. Bilbao infatti da luogo simbolo dell’economia e dell’industria spagnola grazie al museo è diventato centro artistico capace di attirare milioni di visitatori da ogni parte del mondo.
Il Museo Guggenheim di Bilbao

La stessa configurazione architettonica del Guggenheim lascia il visitatore a bocca aperta. Progettato dallo studio d’architettura di Frank Gehry è il frutto di un meticoloso lavoro basato su precisi calcoli matematici e scelta dei materiali. La forma che si presenta allo spettatore è quella di un’enorme nave, in omaggio alla ricca storia di città portuale di Bilbao, mentre dall’alto la prospettiva che viene regalata è quella di un fiore.
Le installazioni più iconiche del Guggenheim sono senza dubbio quelle esterne: l’enorme Ragno Maman di Louise Bourgeois che rappresenta un omaggio alla maternità e il Puppy ovvero il maestoso cucciolo ricoperto di piante e fiori ideato dall’artista Jeff Koons a cui è stato affidato il compito di accogliere i visitatori all’ingresso.
All’interno del museo Guggenheim è possibile ammirare l’arte contemporanea del novecento europea e americana con una particolare attenzione a quelle spagnole e ovviamente basche. Fra queste è impossibile non restare incantati dai colori della Marylin di Andy Warhol e la litografia di Gelosia di Edvard Munch. Le esposizioni temporanee variano ovviamente di frequente e sono per lo più caratterizzate da opere espresse nel XX secolo.
La Materia del Tempo di Richard Serra

Fra le installazioni permanenti del Museo Guggenheim di Bilbao è impossibile non menzionare la Materia del Tempo dell’americano Richard Serra. Lo scopo dell’artista è quello di accogliere, letteralmente, il visitatore dandogli l’occasione di vivere l’opera dall’interno e di trarne le sue personali conclusioni.
Si tratta di 8 pezzi monumentali costruiti in acciaio che si prestano ad essere percorsi e in cui è possibile addentrarsi ognuno con il suo tempo appunto. In quest’opera, più che in qualunque altra, è evidente quanto l’impatto dell’arte sia diverso da persona a persona: il tempo di percorrenza del labirinto, le sensazioni di curiosità o addirittura ansia durante il tragitto e le motivazioni cambiano infatti in base al visitatore.
Le emozioni vissute nella sala 104 che ospita La Materia del Tempo già di per sé già valgono il prezzo del biglietto grazie alla possibilità che l’artista dà di approcciarsi all’arte contemporanea anche per chi non è avvezzo a questo genere di opere.


A cura di Carla Di Somma